Pillola per il successo chiamata “Mindfulness”
Non è una novità che fenomeni come il mobbing, le lunghe assenze dovute a disturbi psicologici o il burnout possano avere un impatto significativo sulle persone e sulle organizzazioni. Oltre ai costi legati alla perdita di produttività, tali situazioni possono influenzare negativamente il clima lavorativo, generando stress, difficoltà comunicative, sovraccarico di lavoro, microgestione e dinamiche poco collaborative tra colleghi.
Nel Settecento Bernardino Ramazzini, considerato il padre della medicina del lavoro, richiamava già l'importanza della prevenzione con l'espressione latina “longe præstantius est præservare quam curare” (“prevenire è meglio che curare”). Oggi, tra le pratiche sempre più adottate per promuovere il benessere e la salute sul posto di lavoro, vi è la mindfulness.
Pillola chiamata “Mindfulness”
La mindfulness, o consapevolezza, comprende diverse pratiche che spaziano dalla meditazione all'allenamento della consapevolezza nella vita quotidiana. Pur avendo radici in tradizioni orientali, negli ultimi decenni è stata integrata anche in numerosi approcci occidentali dedicati al benessere personale e professionale.
L'obiettivo è sviluppare una maggiore attenzione al momento presente, osservando pensieri, emozioni e sensazioni corporee con apertura e senza giudizio. Questa pratica può contribuire a una maggiore serenità e a una migliore capacità di gestire le sfide quotidiane.
Numerosi studi hanno evidenziato benefici della mindfulness sia per i collaboratori sia per le organizzazioni. Tra questi:
promozione del benessere psicologico;
riduzione dello stress e supporto alla prevenzione del burnout;
miglioramento della concentrazione e della gestione delle distrazioni;
sostegno alla creatività e alla capacità di problem solving;
rafforzamento della resilienza individuale e di team;
maggiore chiarezza nei processi decisionali;
sviluppo della consapevolezza emotiva e dell'empatia, favorendo relazioni di lavoro più efficaci e collaborative.
Testare l’abilità della forza del presente con l’aiuto del cavallo
Esistono numerose modalità per allenare la mindfulness. Una di queste è rappresentata dal training e coaching assistito dal cavallo, nel quale l'animale può fungere da stimolo per sviluppare una maggiore presenza e autoconsapevolezza, accompagnati da una guida qualificata. Il cavallo è particolarmente sensibile ai segnali non verbali, come postura, tensione corporea, respirazione e stato emotivo della persona. Per questo motivo e per la sua indole naturale, offre un riscontro immediato sul modo in cui ci presentiamo, favorendo l’allenamento della mindfulness. Rappresenta quindi un interessante partner esperienziale per rafforzare la consapevolezza in sé e per esplorare altri temi quali la collaborazione, la fiducia, la gestione del cambiamento e la resilienza.
Redatto da Kathrin Knupp, 18.6.2026, www.kathrinknupp.ch

